Le 5 morti più assurde del cinema mentre al cinema esce Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)

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Le 5 morti più assurde del cinema mentre al cinema esce Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)

Entrando nel tema delle morti assurde, il nostro archivio mentale va a riesumare alcuni ricordi. Per quanto riguarda il cinema, la serie di Final Destination partiva dalla premessa che quando suona la tua ora non c'è niente che tu possa fare per scampare alla morte. I personaggi potevano ingannare il primo, forse anche il secondo tentativo, ma quest'entità incorporea dominata dal destino riusciva sempre ad avere la meglio, nei modi più divertenti e raccapriccianti possibili. Poi ci sono i Darwin Awards, reali "premi" annuali per i dieci decessi accidentali più stupidi di cui si ha notizia a livello mondiale. Più che di premi si tratta di una classifica che ha ispirato il film omonimo nel 2006 e la docu-serie 1000 modi per morire.

La commedia nera di matrice inglese Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi), al cinema dal 22 novembre distribuito da Eagle Pictures, non è per niente distante da questo argomento. Il giovane protagonista interpretato da Aneurin Barnard (nella foto sopra insieme a Freya Mavor) è uno scrittore depresso che tenta più volte il suicidio, goffamente e senza riuscire nell'intento. Si rivolge dunque a un killer professionista per farsi ammazzare, ma cambia idea perché all'improvviso arriva l'amore nella sua vita.
Qui sotto il trailer di Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi).

Prima di andare al cinema a vedere questo film scritto e diretto da Tom Edmunds, celebriamo quelle assurde, divertenti o raccapriccianti morti cinematografiche che è ci sono rimaste impresse (anche se, come si dice, la realtà supera la finzione, anche in queste macabre circostanze). La lista sarebbe lunghissima se dovessimo passare al vaglio tutti i film horror, inclusi i vari Fulci, Argento e Deodato, oppure i B movies di ogni nazionalità o meglio ancora i film demenziali. Ci limitiamo quindi a quei cinque momenti che la nostra memoria cinematografica più o meno recente ha incorniciato, senza badare al genere né se la morte in questione è accidentale o premeditata.

Zoolander (2001)



Forse è stata quell'impellente voglia di Orange Mocha Frappuccino, forse l'odore della benzina senza piombo era troppo inebriante, forse sullo slancio del divertimento s'è persa qualche tacca di lucidità. O forse il cervello di questi modelli belli in modo assurdo era talmente piccolo che non potevano non morire sempre in modo assurdo. Spruzzarsi addosso carburante come se fosse acqua, vabbè, ci può anche stare. Ma accendersi una sigaretta... diciamo che è stata veloce questa morte. Un'esplosione si è portata via i tre amici di Derek Zoolander insieme a tutta la stazione di benzina, regalandoci una dipartita cinematografica memorabile.

Agente 007, vivi e lascia morire (1973)



Qui nella foto c'è il fantoccio sostitutivo con le fattezze dell'attore Yaphet Kotto che nel film esplode dopo aver ingoiato una pillola gonfiante. Morire ingrossandosi fino a scoppiare è qualcosa che accade anche in Grosso guaio a Chinatown, ma quello è un fantasy e ci si può aspettare qualcosa del genere. Invece, per quanto alcuni film di James Bond siano stati piuttosti fumettistici, non ci si aspetterebbe un epilogo come questo, con tanto di freddura a seguire pronunciata da Roger Moore: "L'ho sempre detto che in fondo era un pallone gonfiato".

Arma letale 2 (1989)



Quell'oggetto giallo è un surf. Eh sì, un surf che sfonda il parabrezza e decapita il tizio alla guida. Il lungo inseguimento di questa sequenza in cui Martin Riggs, alias Mel Gibson, è aggrappato al carro attrezzi guidato da un criminale finisce con un frontale tra un auto volata in strada senza nessuno dentro e un furgone con il surf sul tettino. Il contraccolpo fa decollare il surf che centra il carro attrezzi. Sembra complicato, ma tutta la dinamica ha la sua logica. E comunque il tizio si meritava questa fine.

Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta (1981)



Sembra felice qui il Maggiore Arnold Toht, interpretato da Ronald Lacey, invece è un grido di terrore. Le creature celestiali che vedeva fino a un secondo prima si sono trasformate in spettri agghiaccianti e lui sta per squagliarsi come un gelato al sole (non è una metafora). Questa è la fine che fanno lui e tutti i nazisti complici di aver trafugato e aperto l'Arca dell'Alleanza, mentre il buon Indiana Jones e Marion, legati a un palo, tengono gli occhi chiusi. Chi era bambino negli anni 80 è stato molto serenamente traumatizzato da questa raccapricciante sequenza di liquefazione umana, però questo era il bello del cinema di intrattenimento di quel periodo.

True Lies (1994)



Questo film di James Cameron è un divertente film di spionaggio ad alto budget che si fa ricordare per le mirabolanti scene d'azione. E anche per uno strip-tease mozzafiato di Jamie Lee Curtis. Sul fronte morti assurde invece è il modo in cui Arnold Schwarzenegger elimina il cattivo interpretato da Art Malik a essere particolarmente soddisfacente. Dopo una serie di colpi di scena, il nostro eroe a bordo di un jet spara il missile sul quale il nemico era rimasto impigliato e lo spedisce verso l'elicottero dei suoi amici terroristi. Un'esplosione di una certa caratura e un finale degno per un film sopra le righe.



Antonio Bracco
  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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